Custodi di una terra, non proprietari

Dal 1999, Andrea Ferri coltiva l'essenza dei Colli Piacentini. Un patto tra uomo e natura che si rinnova ogni vendemmia.

LE RADICI

Tutto è iniziato da quel sorriso.

Il nome Bertuzza viene dal podere, ma l'anima ha il volto di mia madre. La ragazza che per anni è stata il nostro simbolo la ritraeva da giovane, mentre mondava l'uva da tavola. Oggi cambiamo pelle con un nuovo logo, ma non dimentichiamo quella lezione: il vino si fa con le mani, con la cura, con il sorriso. Quella ragazza rimane la nostra bussola morale in un mondo che corre troppo veloce.

LA SVOLTA

Tradizione contadina, tecnologia pulita.

Rispettare la tradizione non significa rifiutare il progresso. Significa usare la tecnologia per proteggere la natura, non per modificarla. La nostra cantina è autosufficiente grazie al sole (fotovoltaico e termico). Usiamo il freddo per preservare gli aromi, non la chimica per costruirli. È un equilibrio sottile: artigiani nel cuore, moderni nella testa.

IL METODO

Il vino che bevo io per primo

La mia garanzia è personale: non vendo nulla che non porterei sulla mia tavola. Uso solo il mosto fiore, la parte più nobile dell'uva. Riduco i solfiti al minimo, spesso sotto i limiti del biologico. A volte non filtro, per non togliere sapore. Se il Gutturnio Superbo riposa in legno, è per esaltarsi, non per nascondersi. Vini sani, digeribili, veri.

13 Ettari

Tra le colline di Castell'Arquato e la Val Chiavenna

40 Anni

L'età delle nostre vigne storiche, custodi di cloni rari.

120 Metri

L'altitudine ideale per l'esposizione al sole piacentino.

L'evoluzione della tradizione

Abbiamo cambiato pelle, ma non abbiamo cambiato anima. Vieni a scoprire la nuova Tenuta la Bertuzza.